Particolare degli affreschi del cappellone di San Nicola
Una veduta del palazzo comunale
Teatro Vaccaj
Particolare della statua di San Nicola
Ponte del diavolo

Le prime testimonianze di vita nel territorio del comune di Tolentino, allo stato attuale delle ricerche, sembrano risalire al Paleolitico inferiore: la bella amigdala rinvenuta lungo il torrente Cesolone, a ovest della città, e l’amigdaloide più piccolo ne sono buoni esempi.

Per il Paleolitico medio sono state recuperate sporadicamente solo schegge ma per quello superiore c’è il ciottolo inciso con figura femminile zoomorfa conservato al Museo di Ancona.

All’Età neolitica ed eneolitica sono da assegnare le sedici asce di pietra verde levigata e le punte di freccia rinvenute in contrada Casone nel 1879 dallo Gnoli.

Passando poi all’età del bronzo, vi sono oggetti sporadici tra cui due asce di bronzo e, da poco tempo, tracce di un abitato preistorico forse del bronzo antico, trovate durante gli scavi della Soprintendenza nell’area della Cooperativa Esperia nel 1979, in località Sant’Egidio, nei pressi dell’Ospedale. Per l’VIII secolo a.C., unica presenza certa di corredo tombale è ancora il materiale della tomba 1 in contrada Rotondo, con fibula a sanguisuga, ribattini, pendenti di ambra.

Con il VII secolo a.C. entriamo nel vivo delle testimonianze della civiltà picena che ha in Tolentino uno dei pochi siti della provincia ben documentato e scavato.

Le presenze aumentano: a ovest della città inizia e si conclude la vita della piccola necropoli Bura (cinque tombe di cui tre a circolo di pietre, databili dalla fine del VII secolo); nella contigua necropoli Settedolori, poche tracce di una porzione di circolo e oggetti sporadici del VII secolo indicano l’inizio anche in questa zona di una necropoli.

Nella zona est, invece, la tomba 23 della necropoli Benadduci, scavata dal Gentiloni, è di epoca orientalizzante, ben caratterizzata dalla presenza del carro, dei cerchioni, del tripode bronzeo, degli spiedi, ecc.; per lo stesso periodo, dopo i nuovi scavi effettuati dalla Soprintendenza negli anni 1979-80 nella zona P.E.E.P., la vasta area esplorata ha restituito numerosi corredi del VII-VI secolo, che permettono di affiancare alla tomba 23, ritenuta isolata, altri corredi ricchi ed interessanti relativi al medesimo periodo.

Molto particolare il corredo della porzione di tomba (area Cooperativa Esperia, scavi 1979) con tracce di circolo di pietre: ritorna il rituale della zona Bura, che sembrava isolato.

Tra gli oggetti recuperati, oltre alla presenza del carro, dei morsi di ferro, molto importanti per stabilire rapporti con l’esterno sono lo scudo circolare, di fattura tarquiniese, l’elmo a calotta, la cista enea, le olle costolate di fabbricazione falisco-capenate.

Inizia, dunque, l’epoca delle importazioni di materiali etruschi e capenati. Il fenomeno non è isolato, e bene si collega con la presenza, nelle zone vicine, di grosse importazioni etrusche: le necropoli di Pitino di San Severino, Matelica, Fabriano, per la valle del fiume Potenza; Pievetorina, Serravalle del Chienti, Colfiorito, per la valle dei Chienti, sono i punti principali lungo le vie di penetrazione commerciale che diventeranno molto frequentate nel VI secolo a.C.

È questo il momento dei grandi commerci: giungono nel Piceno da più parti i materiali di lusso orientalizzanti, le preziose ambre, gli avori, i bronzi. Il VI secolo a.C. segna il periodo di massima fioritura della civiltà picena; anche per Tolentino assistiamo a uno sviluppo delle necropoli ai lati della zona abitativa attuale, dove forse anticamente era situato l’abitato.

A ovest continua la necropoli Settedolori con la quasi totalità delle tombe; ad est la necropoli Benadduci con 23 tombe del VI secolo su 36 scavate; inizia nella zona Sant’Egidio (scavi Gentiloni) una nuova necropoli e

Nella pagina a fronte: disegno e descrizione di tombe picene a circolo di pietre o a fossa, scoperte nel territorio di Tolentino, con illustrazione del corredo funerario (Dal Diario di scavo, 1879-1883, di Aristide Gentiloni Silverj)

continua, poco distante, la seconda necropoli Sant’Egidio (scavi area Nobili). Appena fuori della città, in località Casone, si sviluppa un nuovo nucleo dagli inizi del VI secolo agli inizi del V a.C. Numerose e importanti le presenze etrusche in corredi: la tomba di Porta del Ponte, ricca e con oggetti preziosi quali le appliques, l’infundibolo, il colino, la cista a cordoni, le anse a maniglia, l’ansa di schnabelkanne, denota un ceto sociale elevato presente a Tolentino sul finire del VI secolo a.C. Il V secolo a.C. è documentato sia a ovest (necropoli Settedolori, tombe 22-23-40) sia a est di Tolentino (necropoli Benadduci, tombe 2-14-31; necropoli Sant’Egidio, tomba 12; nuovi scavi della Soprintendenza, Cooperativa Filelfo, 1978, e le 7 tombe in area Copredil, 1979): compare in abbondanza ceramica attica accanto a quella di produzione locale, e numerosi sono gli oggetti di ornamento personale e le armi da offesa. Il IV e III secolo invece, stando alle conoscenze attuali, sono documentati solamente dai 7 corredi della necropoli Sant’Egidio (scavi Gentiloni: 7 tombe su 12 scavate) e da due specchi etruschi figurati datati al 300 a.C.

Cartina del Tolentinate indicante i siti delle necropoli picene

1. area Settedolori: VII-V sec. a.C.

2. area Settedolori: (Hotel 77, viale Buozzi)

3. area Bura: fine VII-prima metà VI sec. a.C.

4. area Porta del Ponte: tomba del VI sec.a.C.

5. area Benadduci: fine VII-seconda metà IV sec. a.C.

6. area Sant’Egidio (zona P.E.E.P., presso Stazione ferroviaria): fine VII-V sec. a.C.

7. area Sant’Egidio (zona P.E.E.P., presso Ospedale): fine VII-V sec. a.C.

8. zona Rotondo-Casone: VII sec. a.C.

9. area Salcito-Casone: fine VI-inizi V sec.a.C.


Tratto da: Giorgio Semmoloni (a cura di), Tolentino. Guida all’Arte e alla Storia, Comune di Tolentino – Accademia Filelfica, 2000