Particolare degli affreschi del cappellone di San Nicola
Una veduta del palazzo comunale
Teatro Vaccaj
Particolare della statua di San Nicola
Ponte del diavolo

san_ni1

S. Nicola nacque nel 1245 a Sant’Angelo in Pontano, in provincia di Macerata. Dopo aver trascorso diversi anni nei vari conventi agostiniani delle Marche, nel 1275 fu inviato a Tolentino dove visse e morì nel 1305 all’età di 60 anni.

L’esemplarità della sua condotta, i molteplici miracoli compiuti prima e dopo la sua morte, fecero nascere una intensa e diffusa devozione verso colui che era ritenuto Santo anche quando era ancora in vita. Ciò spinse Giovanni XXII, nel 1325, ad indire un processo di canonizzazione, il cui decreto ufficiale giunse però più di un secolo più tardi, per volontà di Eugenio IV.

In un anno imprecisato, intorno alla fine del XIV secolo, fu tentato di profanare la salma mediante il taglio delle braccia dalle quali sgorgò, allora come in molteplici occasioni posteriori, del sangue vivo.

Allo scopo di evitare ulteriori simili tentativi, il corpo fu sepolto in un luogo di cui si perse la memoria.

Solo nel 1927 esso fu ritrovato sotto l’arca marmorea al centro del Cappellone e fu costruita, al di sotto di questo, la cripta nel quale il corpo tuttora riposa. L’originaria chiesa di S. Agostino, per la presenza delle spoglie e per la fama di taumaturgo del santo che si diffuse in tutto il mondo, fu intitolata a S. Nicola. Di grande interesse artistico il portale.

Facciata

nicola2

Dalla facciata rivestita in travertino emerge il portale in cui la preziosità del gotico fiorito si fonde con gli effetti spaziali del primo Rinascimento.

Costruito tra il 1432 ed il 1435 su commissione del condottiero tolentinate Nicolò Mauruzi, è opera dello scultore fiorentino Nanni di Bartolo detto il Rosso. Nanni ha lavorato contemporaneamente a Donatello alle statue del campanile del Duomo di Firenze.

Aveva poi realizzato a Verona il monumento Brenzoni in San Fermo e quindi a Venezia, il “Giudizio di Salomone” nel Palazzo Ducale. Nella lunetta del portale, sovrastata da un S. Giorgio a cavallo, è rappresentata la Madonna con il Bambino tra S. Agostino e S. Nicola; in alto, nella parte cuspidale, la statua dell’Eterno Padre.

Realizzato nel grigio della pietra d’Istria, esso risalta per la netta prevalenza delle parti scultoree che dominano e si impongo sul telaio architettonico quasi inesistente. Le due statue laterali (la testa di quello di sinistra è un reperto archeologico) e i sei bassorilievi raffigurano personaggi con in mano un libro o un foglio di pergamena; si può supporre che vi siano rappresentati gli otto agiografi del Nuovo Testamento.

Cappellone

nicola3

L’elemento di maggior valore artistico nel complesso della Basilica di S. Nicola è certamente il cosiddetto “Cappellone”, forse in origine Sala Capitolare, che presenta il più vasto ciclo di affreschi delle Marche eseguito intorno al 1320 da Pietro da Rimini, illustre esponente della scuola giottesco-riminese.

Sulle vele della volta sono rappresentati i quattro Evangelisti ed i quattro Dottori della Chiesa. Nei lunettoni compaiono scene della vita della Vergine; nella fascia mediana sono descritti episodi della vita di Cristo mentre in quella inferiore compaiono momenti della vita di S. Nicola e la raffigurazione di alcuni suoi miracoli.

Al centro del “Cappellone” si innalza una pregevole statua in pietra policromata sostenuta da un’arca in marmo sotto la quale era stato sepolto il corpo di S. Nicola. Recenti studi attribuiscono le due opere, risalenti alla seconda metà del ‘400, allo scultore fiorentino Niccolò di Giovanni che operò prevalentemente sulla costa orientale dell’Adriatico.

Nella Basilica sono conservate anche altre importanti opere d’arte.

Chiostro

nicola4

L’inizio della costruzione del complesso del Convento di S. Nicola – sotto il titolo originario di S.Agostino – risale alla seconda metà del ‘200, quando la comunità agostiniana si era insediata a Tolentino già da molti anni. L’opera, forse con varie interruzioni, si protrasse per quasi un secolo.

Il monumentale chiostro, costruito intorno al 1370, viene attribuito all’opera della locale corporazione di mastri carpentieri, falegnami, scalpellini, in buona parte di origine lombarda. Il chiostro è composto da 30 capitelli decorati con motivi vegetali, ad eccezione di quello angolare che presenta figure umane che la tradizione vuole siano i ritratti dei committenti.

Le colonne sono costruite in cotto e differiscono tra loro per la forma, essendo alcune lobate, altre cilindriche altre ancora poliedriche. Raffinato ed elegante, nel lato sud del chiostro stesso, il portale in cotto, recante tracce di policromia, che immetteva nell’antico refettorio.

Tre ali del chiostro sono integralmente conservate. la quarta invece, parallela alla chiesa, fu arretrata nei primi anni del secolo XVII° per dare spazio alle cinque cappelle costruite all’interno del lato destro della Basilica.

Opere

nicola5

Da ricordare per il loro valore artistico, la “Visione di S. Anna” del Guercino, dipinta nel 1640; una notevole statua lignea da presepio raffigurante la “Madonna col Bambino” del secolo XIV affiancata da un S. Giuseppe, ed una pregevole “Deposizione” su tavola, residuo di una grande e complessa pala d’altare, databile al 1521, recentemente attribuita al pittore tolentinate Marchisiano di Giorgio.

Musei

nicola6

Di interesse antropologico oltre che artistico è anche il Museo degli ex voto che raccoglie circa 400 tavolette dei secoli XV-XIX. Importante inoltre, il Museo delle Ceramiche, una collezione di pezzi di varie officine italiane (Albisola, Nove, Castel Durante, Castelli. Pesaro, Deruta, ecc.). dall’epoca romana fino al secolo scorso.

Suggestivi anche il grande Presepio meccanico, aperto tutto l’anno, ed il diorama con scene della vita di S. Nicola.