E’ Brasiliano il vincitore della Biennale dell’Umorismo di Tolentino. Primo premio a Cau Gomes. Premio per la caricatura all’opera di Massimiliano Zorzan dedicata a Mario Draghi. Menzione speciale per il giovanissimo artista 11enne Lorenzo Gazzola. Serata di premiazione con il fumettista Maicol&Mirco e Adriano Ercolani e premio Academy allo scenografo di Mario Martone Giancarlo Muselli

Vola in Brasile il premio internazionale Città di Tolentino. E’ Claudio Gomes, in arte Cau Gomes il vincitore della Biennale dell’umorismo nell’Arte. Con l’opera The top hat and the eye of envy l’artista si è aggiudicato il 31esimo riconoscimento entrando nella storia del concorso. Menzione speciale per un giovanissimo talento del fumetto e della caricatura, Lorenzo Gazzola di appena 11 anni. Si è conclusa ieri sera con la premiazione al teatro Vaccaj la lunga marcia della competizione internazionale dedicata all’Umorismo. Secondo e terzo posto tutto al femminile con il premio consegnato a Silvia Abbiezzi (secondo premio) per l’opera “Livido color della petraia” e terzo posto ad  Annalisa Mitrano per “Risata dirompente”. All’italiano Massimiliano Zorzan va invece il Premio Luigi Mari, sul ritratto caricaturale grazie alla caricatura di Mario Draghi.

La cerimonia di consegna si è svolta al teatro Nicola Vaccaj di Tolentino, preceduta dall’inaugurazione della mostra Mito Moto dedicata all’iconografia del mito americano fra Alberto Sordi, Mimmo Rotella e la filmografia di Steno e quella delle 72 opere esposte a Palazzo Sangallo e selezionate dalla giuria fra le 708 pervenute al concorso da 40 Paesi e 313 artisti. Tanti artisti arrivati da tutta Italia hanno preso parte al taglio del nastro.

Tra le autorità presenti l’assessore alla sanità della Regione Marche Filippo Saltamartini, il vicesindaco Silvia Luconi, l’assessore alla cultura Silvia Tatò, la giuria del concorso presieduta da Marta Paraventi. “Una Biennale che esiste dal 1961 – ha dichiarato il direttore artistico Evio Hermas Ercoli all’inaugurazione – grazie alla passione e alla politica visionaria del sindaco di allora Luigi Mari che diede avvio ad un appuntamento che oggi è più vivo che mai e la presenza di così tanti artisti anche dall’estero lo testimonia. L’arte come forma di libertà”. “Tolentino in questi giorni diventa capitale della cultura mondiale – ha esordito l’assessore Filippo Saltamartini – queste vignette rappresentano una sfida globale, alcune arrivano da Paesi come la Turchia, l’Iran, la Cina, totalitarismi. Sono opere che dimostrano come l’ilarità e il diritto di critica siano invece valori fondanti delle civiltà”.  “La Biennale non vuole solo presentare delle opere – ha concluso la vicesindaco Silvia Luconi – ma genera un movimento turistico e intellettuale attorno alla città di Tolentino. I tantissimi artisti arrivati in presenza da tutta Italia lo dimostra e ci conferma l’importanza di questa iniziativa anche al di là del valore artistico”.

GLI ALTRI PREMI DELLA BIENNALE DELL’UMORISMO DI TOLENTINO 2021 – Tra i premi speciali, diversi conferimenti sono stati assegnati: il premio Academy allo scenografo del film Qui rido Io e “Il giovane favoloso” Giancarlo Muselli. Il premio web per la caricatura più votata tramite il concorso online sulla testata Cronache Maceratesi è andato al tolentinate Fabrizio Cotogno per la caricatura di Marilyn Monroe. Segnalazioni della giuria alle opere di Marco Corona, Marco D’agostino, Stefano Fanelli, Patrizia Leoni e al liceo scientifico artistico Brotzu di Quartu Sant’Elena. Una menzione speciale per il talento precoce del giovanissimo Lorenzo Gazzola artista di soli 11 anni appassionato di fumetto che è riuscito a distinguersi fra un pubblico di adulti provenienti da tutto il mondo con la caricatura di Dante Alighieri.

La serata al Vaccaj si è conclusa con Popsophia e Lucrezia Ercoli: sul palco l’incursione dello scrittore Adriano Ercolani che ha intervistato il fumettista Maicol&Mirco autore della striscia “Gli scarabocchi” che compaiono quasi come un cameo nella fortunatissima e acclamata serie tv di Zero Calcare “Strappare lungo i bordi”. L’autore ha raccontato la nascita e la genesi delle sue opere e cosa significa fare oggi questo mestiere. Chiusura con l’ospite d’onore Giancarlo Muselli, scenografo dei film di Martone reduce dal successo del film “Qui rido io” e vincitore del David di Donatello per il film su Giacomo Leopardi “Il giovane favoloso”.

Biumor prosegue oggi e domani: oggi venerdì alle 18 presentazione del docu-film sull’invidia realizzato da Zagreus. A seguire Filippo La Porta con “L’invidia e i sette peccati capitali” e Alfonso Amendola con “Tutto er monno c’ha da invidià! il dispositivo Ettore Petrolini”. Alle 21.30 al Teatro Vaccaj Lucrezia Ercoli con la Factory presenta lo spettacolo filosofico-musicale dedicato a Raffaella Carrà. Domani, sabato, giornata conclusiva del festival dedicata all’aspetto folkloristico con superstizione e malocchio. Dalle 18 Fabio Camilletti e Marta Zura Puntaroni e alle 21.30 chiusura con il philo show dedicato a Battiato, ospite Noemi Serracini. 

L’Invidia da Mozart al malocchio “marchigiano”. Popsophia declina la superstizione per Biumor Due philoshow e un premio speciale “Academy” assegnato allo scenografo Giancarlo Muselli autore delle scenografie dei film di Mario Martone. Giovedì 25 novembre declamazione del vincitore della Biennale dell’umorismo

Quattro giorni di appuntamenti, dal 24 al 27 novembre dedicati all’umorismo, all’ironia, all’arte e alla riflessione sul tema dell’invidia. BIumor apre la sua 31esima edizione con una novità: un giorno in più in programma per un appuntamento pensato con le scuole della città e per gli studenti e le studentesse.

E poi tanti ospiti, dallo scenografo Giancarlo Muselli al comico e attore Pier Massimo Macchini, dal fumettista Maicol&Mirco al filosofo Adriano Ercolani, lo scrittore e saggista Nicola La Porta, Alessandro Alfieri, Giulia Cavaliere, Alfonso Amendola, la scrittrice Marta Zura Puntaroni e la speaker radiofonica Noemi Serracini.

E poi due serate di grande spettacolo e show con il format di Popsophia in cui musica, live, video e lectio si incontrano nel philoshow. Il primo è una nuova produzione pensata appositamente per Tolentino e Biumor e dedicata al mito da Raffaella Carrà e “la filosofia del Tuca tuca”, il secondo è un omaggio molto particolare al linguaggio e all’arte di Franco Battiato con lo spettacolo filosofico musicale. E non possono poi mancare le mostre: in esposizione i lavori selezionati dalla giuria del premio presieduta da Marta Paraventi: le 30 opere finaliste del “Premio internazionale città di Tolentino” e quelle del “Premio alla caricatura Luigi Mari” entreranno a far parte del museo MIumor e saranno in esposizione nelle giornate del festival.

Ad accompagnare le opere di arte umoristica anche un’altra mostra “Mito moto iconografia del modello americano” che intreccia cinema, produzione industriale e arte.

Al Politeama di Tolentino si è svolta la conferenza stampa di presentazione alla presenza del vicesindaco Silvia Luconi, dell’assessore alla cultura Silvia Tatò e di Hermas e Lucrezia Ercoli di Popsophia.

“Questa edizione del 2021 arriva da un’edizione precedente del festival travagliata dove siamo stati costretti a riconvertire sul digitale gli appuntamenti – ha sottolineato il direttore artistico Hermas Ercoli –  Un’esperienza faticosa ma che ci ha permesso di collaudare una macchina organizzativa che oggi ci ha consentito di raggiungere una diffusione nel concorso a livello internazionale. E’ un primato del concorso tolentinate perché tutto ciò che vedrete il 25 pomeriggio è il risultato di una comunicazione che inizia già nei primi mesi dell’anno e raggiunge artisti in Oriente, Sudamerica e Australia, e nei paesi islamici. Ancora una volta sottolineiamo la grande presenza dell’Iran e dei Paesi arabi e abbiamo riscontrato anche un abbassamento generazionale che ci permette di dire che la crisi dell’umorismo grafico è ampiamente superata. Dall’edizione dello scorso anno ereditiamo anche la mostra sperimentale Mito moto dedicata all’universo simbolico, onirico rappresentato dalla Harley Davidson originale cucendo tutto intorno Alberto Sordi, Mimmo Rotella e il mito americano”. Ad aprire la conferenza l’assessore alla Cultura Silvia Tatò: “Questa edizione di BIumor ha visto coinvolta la città in toto, dai ragazzi di Zagreus, ma anche le scuole medie sono state coinvolte nel sondaggio sul tema dell’invidia e vede la presenza anche del coreutico che prenderà parte e sarà coinvolto in due interventi nelle serate di spettacolo. Per noi questa sinergia e incontro fra città e organizzazione è il massimo perché mette insieme giovani scuola filosofia e balletto. Il mio ringraziamento va all’Ufficio Cultura. A Hermas e Lucrezia Ercoli che sono elementi preziosi che danno il meglio nell’organizzazione del festival. Questo evento è uno dei più importanti della città che ha carattere internazionale e ha saputo reinventarsi anche durante la pandemia mantenendo vivo il senso del festival”.

Ad illustrare nel dettaglio il programma la direttrice artistica di Popsophia Lucrezia Ercoli: “Il tema dell’invidia verrà declinato in tutti i modi, dal classico, da Dante al contemporaneo e poi la declinazione locale, con le sue superstizioni e pratiche magiche. E ancora due serate dedicate a due icone amatissime recentemente scomparse come Raffaella Carrà e Franco Battiato. Ci tenevamo a celebrare la scomparsa della Carrà per esorcizzare un trauma, è come se l’eterno se ne fosse andato. Ci aveva abituato ad un eterno ritorno dell’uguale, un simulacro televisivo mai intaccato dal tempo, contro tutto e tutti ha portato in tv una rivoluzione. Durante la serata ascolteremo i grandi successi e le parole eversive di quei testi. E poi di Franco Battiato esploreremo l’aspetto giocoso, l’uso divertente e divertito che ha fatto delle parole, i calembours dietro gli aspetti mistici. Tra gli ospiti più attesi poi lo scenografo Giancarlo Muselli che ha curato le scenografie per un capolavoro cinematografico come ‘Qui rido io’.

Chiusura affidata al vicesindaco Silvia Luconi che ha portato il saluto del primo cittadino Giuseppe Pezzanesi e ha sottolineato gli aspetti positivi per la città e l’impatto che il festival ha:

“In ogni edizione ho avuto la sensazione che la partecipazione che si vede fin dall’inizio è indizio di come andrà il festival. Vero che ci sono due anni in cui non abbiamo potuto fare ciò che amavamo fare, andare a teatro e agli eventi, ma percepisco una grande voglia di riappropriarci di tempo e spazio con eventi di qualità. Di questa 31esima Biennale mi piacciono la passione e la tenacia di Hermas e Lucrezia Ercoli nel costruire un appuntamento con anche meno fondi di quelli che sarebbero stati necessari. In 9 anni di amministrazione ho visto che la qualità è aumentata. Un altro elemento che ci piace moltissimo è il coinvolgimento delle scuole, poter partecipare agli eventi e far capire ai ragazzi cosa c’è all’interno della propria città è un elemento importante che io da studentessa non sempre ho avuto e che poi ho capito che mi era mancato. Sono occasioni per far emergere talenti. Ringrazio l’ufficio Cultura, la dottoressa Maura Gallenzi e la dottoressa Agnese Paoloni, Giorgio Leggi e Giancarla Cegna, tutto questo spettacolo se funziona è anche grazie a loro, le braccia che riescono a realizzare i desiderata dell’amministrazione comunale”.

 

 

IL PROGRAMMA: Gli appuntamenti di BIumor si svolgeranno fra il centro polifunzionale Politeama e il teatro Nicola Vaccaj dal 24 al 27 novembre.

Mercoledì 24 novembre alle 16.00 il festival si apre con l’appuntamento dedicato ai giovani. Ospiti lo studioso e sociologo Alberto Pellegrino che entrerà subito in medias res col tema dato dalla biennale: “L’invidia da Caino al signor Bonaventura” un excursus culturale dalla Bibbia passando per la Divina commedia e la letteratura classica sul sentimento livido. Dall’invidia nella letteratura a quella nella musica col la videoproiezione del film Amadeus e il caso Salieri Mozart e la guida di Alessandro Alfieri che condurrà gli spettatori in un affascinante viaggio all’interno della rivalità fra i musicisti. A conclusione del matinée gli allievi e le allieve del liceo coreutico di Tolentino danzeranno sulle note del Requiem con una coreografia a cura di Valeria Baresi, Maria Lucarelli e Alba Tiberi

MERCOLEDÌ 24 NOVEMBRE

Giovedì 25 novembre è la giornata clou del festival. Alle 18.30 a Palazzo Sangallo vernissage della mostra della 31esima Biennale dell’Umorismo con le opere finaliste fra i 708 lavori pervenuti a Tolentino da tutto il mondo con 313 artisti rappresentati e 40 diverse nazionalità. A seguire alle 19.00 l’inaugurazione della mostra Mito Moto. La prima serata alle 21.30 al centro Politeama vedrà la cerimonia ufficiale di premiazione degli artisti vincitori assegnando primo, secondo e terzo premio per la sezione “Premio internazionale città di Tolentino” e il primo premio per la sezione dedicata a Luigi Mari per la caricatura. Tra gli ospiti della premiazione la presidente di giuria Marta Paraventi, il fumettista Maicol&Mirco con Adriano Ercolani e infine l’ospite del premio Academy Giancarlo Muselli scenografo del film “Il giovane favoloso” dedicato a Giacomo Leopardi e girato a Recanati e del film ora in sala “Qui rido io”. Lectio finalis affidata al comico e attore Piero Massimo Macchini sul “marchigiano invidioso” fra riflessioni serie e cabaret.

Venerdì 26 novembre spazio alla parte filosofica e intellettuale: Si parte con alle 18.00 al Politeama con la. presentazione del docu-film sull’invidia a cura di Sofia Baldoni, Edoardo Costantini, Giorgio Epifani e Michele Polisano dell’Associazione Zagreus. A seguire, arriva Filippo La Porta su “L’invidia e i 7 peccati capitali”. Alle 18.45 Alfonso Amendola con “Tutto er monno c’ha da invidià! Il dispositivo Ettore Petrolini”.

La prima serata al teatro Nicola Vaccaj dalle 21.30 vede una delle produzioni musicali di Popsophia debuttare in prima assoluta. “Tuca Tuca, filosofia di Raffaella Carrà”, un omaggio al mito televisivo nell’anno della sua morte. Lo spettacolo filosofico musicale ideato e diretto da Lucrezia Ercoli è dedicato non solo alle canzoni immortali della Raffa nazionale, ma anche ad indagare quanto di filosofico c’è in esse, in un modello di libertà e felicità realizzato fra un passo di danza e la rottura di un pregiudizio e un ombelico scoperto. Lo show che prevede anche le esibizioni live della Factory ha come ospite la scrittrice e critica musicale Giulia Cavaliere e alcune coreografie degli allievi del Liceo Coreutico di Tolentino.

Sabato 27 novembre è la giornata conclusiva del festival: al Politeama dalle 18.00 spazio alle iniziative collaterali realizzate dal festival in collaborazione con scuole sempre sulla scia del tema l’indagine antropologica su “Giovani e superstizioni”, sondaggio fra gli allievi delle scuole per capire quanto “il pensiero magico” sia ancora presente nelle nuove generazioni.

A seguire Fabio Camilletti con “Il malocchio e le pratiche magiche nelle Marche” e la scrittrice Marta Zura Puntaroni con “La scrittura dell’invidia e l’invidia della scrittura”. Gran finale sabato sera al teatro Vaccaj con “Cuccuruccucu, filosofia di Franco Battiato” con Lucrezia Ercoli e Noemi Serracini.

 

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito con prenotazione tramite il sito biumor.com   o popsophia.com. Per tutti gli incontri è richiesto il Green Pass.

Anche Tolentino aderisce alla campagna “Io rispetto il ciclista”

Il Comune di Tolentino intende aderire alla campagna di sensibilizzazione sostenuta dall‘associazione no profit “Io rispetto il ciclista” e rivolta a tutti i comuni italiani.

L’associazione ha lo scopo di promuovere la sicurezza del ciclista sulla strada attraverso alcune attività, in particolar modo attraverso l’installazione di cartelli con la dicitura “Attenzione! Strada frequentata dai ciclisti”, che indichino la presenza di un ciclista e la possibilità di sorpasso ad un metro e mezzo di distanza.

Ad oggi sono più di duecento i comuni che hanno aderito, tra cui Civitanova Marche e San Severino Marche e l’adesione non comporta costi a carico del Comune se non quello di produzione dei cartelli, con una grafica predefinita, da apporre sui luoghi strategici di Tolentino maggiormente frequentati dai ciclisti e di competenza del Comune di Tolentino, identificati con: rotonda SS77 Zona Industriale Le Grazie Tolentino Belforte (due cartelli, uno in ingresso e uno in uscita da Tolentino); SP77 direzione Macerata nei pressi dell’uscita della superstrada Tolentino-zona Industriale (due cartelli, uno in ingresso e uno in uscita da Tolentino); SP127 Tolentino-San Severino (un solo cartello in uscita da Tolentino); incrocio tra via Sandro Pertini e Strada Provinciale Gioacchino Murat, in direzione Passo di Treia (un solo cartello in uscita da Tolentino).

Ad essi si aggiunge la SP 125 Tolentino Abbadia di Fiastra (due cartelli uno in ingresso e uno in uscita da Tolentino) di competenza della Provincia, cui è necessario chiedere l’autorizzazione.

Scopo dell’iniziativa – ricorda l’Assessore allo Sport Fausto Pezzanesi – è rendere la Città di Tolentino sempre più bike-fiendly, anche attraverso l’educazione al corretto comportamento stradale e l’invito alla prudenza rivolto a quanti percorrono strade urbane e extra-urbane.

Visto il parere favorevole espresso dal Comando della Polizia Locale, la Giunta municipale ha ritenuto di poter aderire all’iniziativa attraverso l‘installazione di otto cartelli e pertanto ha deliberato di aderire alla campagna di sensibilizzazione promossa dall‘associazione no profit “Io rispetto il ciclista”, demandando al Comando Polizia Locale l’individuazione dell’esatto posizionamento dei cartelli nel pieno rispetto del Codice della Strada e all’Area Lavori Pubblici e Manutenzioni l’installazione dei cartelli con il proprio personale.

Programmazione ottobre – dicembre 2021. APPLAUSI PER VOI! Platea delle Marche – Scena d’Autunno, musica, teatro ragazzi e caffè letterari per tornare finalmente a vivere insieme il teatro

Applausi per gli artisti e tutti i lavoratori dello spettacolo che dopo uno stop forzato a causa della pandemia finalmente possono tornare sul palcoscenico e dietro le quinte, applausi per gli spettatori, che anche in questi lunghi mesi si sono dimostrati affezionati ed attenti al valore della cultura teatrale.

Applausi per voi! è il messaggio che guida la programmazione tra ottobre e dicembre 2021 del Teatro Vaccaj e abbraccia 16 appuntamenti – tra teatro musicale, prosa, concerti, teatro per ragazzi e caffè letterari – per tornare a vivere insieme il teatro.

Si parte con la rassegna Platea delle Marche – Scena d’Autunno organizzata da Amat, che porta sul palcoscenico del Vaccaj tre appuntamenti prestigiosi.

L’apertura è affidata a Compagnia della Rancia che, dopo un’anteprima estiva, porta in Italia il debutto nazionale di un titolo di Andrew Lloyd Webber, il re del musical internazionale autore di Cats, Il fantasma  dell’opera, Evita e Jesus Christ Superstar: si tratta di Dimmi addio domenica, l’adattamento italiano – su licenza di The Really Useful Group – di Tell Me On a Sunday, composto nel 1979 da Webber, con le liriche di Don Black, in scena il 15, 16 e 17 ottobre.

Un atto unico per una sola attrice/cantante (Elisabetta Tulli, performer e autrice raffinata, artista a tutto tondo sensibile e poliedrica che ha trovato nel musical – Mamma Mia!, Sister Act, Billy Elliot e molti altri – la sua forma espressiva), che trasforma il palcoscenico in un caleidoscopio di relazioni e di emozioni, dando corpo e voce ad alcuni tra i brani più belli del repertorio del teatro musicale, accompagnata in scena dalla pianista Eleonora Beddini.

Dimmi addio domenica vede la traduzione e le liriche italiane di Franco Travaglio, unico traduttore di Webber in Italia, la direzione musicale di Andrea Calandrini e la regia di Mauro Simone, che torna con orgoglio ed emozione al Vaccaj, tappa fondamentale del suo percorso umano, artistico e professionale con Compagnia della Rancia.

Si prosegue quindi, sempre nel segno del teatro musicale, all’inizio di novembre (da giovedì 4 a sabato 6) con l’esclusiva regionale de La Divina Commedia Opera Musical. Tolentino e il Teatro Vaccaj, che ospiteranno anche la residenza di riallestimento dello spettacolo, saranno il primo appuntamento del nuovo tour 2021-2022 nei settecento anni dalla morte di Dante.

Prodotto da MIC Musical International Company, l’acclamato kolossal – che nelle passate stagioni ha incantato tantissimi palcoscenici italiani con ripetuti sold out – si rianima di nuova potenza e straordinaria bellezza grazie al più grande racconto dell’animo umano, della sua miseria e della sua potenza, tra vizi, peccati e virtù. Per la regia di Andrea Ortis, che assieme a Gianmario Pagano ha curato anche i testi, con le musiche composte da Marco Frisina, artisti eccezionali danno vita ai personaggi più emblematici del poema dantesco (sarà Antonello Angiolillo a interpretare Dante) in questo viaggio teatrale, dove la tecnologia è elemento essenziale di sostegno alla narrazione; tutti gli spettatori possono ammirare, comprendendola appieno, la grandezza del Sommo Poeta in uno spettacolo con più di 200 costumi, 70 scenari ad elevata tecnologia in continuo mutamento e linguaggi che sanno parlare anche alle nuove

generazioni. MIC Musical International Company ha inoltre dimostrato una profonda attenzione al territorio di Tolentino programmando anche una replica dedicata agli istituti superiori in orario scolastico.

Questi primi due appuntamenti si articoleranno in tre giorni, con un grande sforzo da parte delle

produzioni, per consentire ad abbonati e nuovi spettatori di poter assistere agli spettacoli in attesa di aggiornamenti da parte del Governo sulle capienze consentite per gli spettacoli dal vivo. La speranza di tornare presto a maggiori capienze nei teatri ripaga dei lunghissimi mesi senza pubblico e senza palcoscenico: le difficoltà sono state moltissime ma non hanno mai minato l’energia e la voglia di guardare avanti. I tanti anni passati lontano dal Vaccaj per la ricostruzione dopo l’incendio e la gioia nel vederlo poi rinascere nel 2018 sono il simbolo di come ogni giorno passato a farlo vivere sia unico e prezioso. Per questa ripartenza, Compagnia della Rancia e MIC Musical International Company hanno triplicato l’impegno e programmato tre rappresentazioni nonostante le limitazioni che oggi ancora permangono.

Il 2 dicembre sarà quindi la volta dello spettacolo Panico ma rosa (dal diario di un non intubabile),

scritto, diretto e interpretato da Alessandro Benvenuti, attore, drammaturgo, regista, tra i volti più

conosciuti della comicità toscana.

L’attore, privato del suo naturale habitat – il palcoscenico – durante il lockdown, decide di uscire dalla sua proverbiale ritrosia e raccontarsi per la prima volta pubblicamente e con disarmante sincerità come persona.

Ecco, quindi, che 59 pagine di diario prendono vita e si trasformano in un viaggio fantastico, in cui il comico per non impazzire in isolamento mescola con il suo proverbiale humor sogni e bisogni, ricordi e crudeltà, in un’evoluzione di battute e poetica catastrofica.

Anche la musica sarà protagonista sul palco del Vaccaj nel periodo delle festività; si inizia il 3 dicembre con Gran Concerto Aspettando il Natale con l’Orchestra di Fiati Insieme per gli Altri diretta dal Maestro Andrea Mennichelli. Si prosegue sabato 18 dicembre con il Coro Polifonico di Tolentino, che, in occasione del 40° anno dalla sua fondazione, dopo I Carmina Burana di Carl Orff presentati lo scorso luglio alle Terme di S. Lucia, per il palco del Vaccaj ha scelto un esempio di musica popolare ormai noto in tutto il mondo: La Misa Criolla di Ariel Ramirez. Oltre alle voci dei Solisti, al Coro e agli strumenti tipici del folklore sudamericano, lo spettacolo sarà arricchito da un momento di danza con costumi e luci che renderà la serata coinvolgente, originale ed emozionante. Il 20 dicembre, con il Natale alle porte, arriva per la prima volta al Teatro Vaccaj MAT Musica a Teatro. Il pianista argentino Nelson Goerner, uno dei più brillanti solisti della sua generazione e le sue esecuzioni di Chopin e Debussy considerate praticamente inarrivabili, affiancato dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana, sarà chiamato ad interpretare il Primo

Concerto per pianoforte e orchestra op. 21 di J. Brahms.

Il 6 gennaio sarà la volta della Musicamdo Jazz Orchestra, la big band marchigiana composta da 22 musicisti, diretta dal Maestro Luca Pecchia, coadiuvata dalla magnifica voce di Alessandra Doria, presenta Swingin’ Christmas, uno spettacolo di grande coinvolgimento ed energia, con le più belle e conosciute canzoni natalizie a tutto swing!

Come da tradizione, non può mancare un’anticipazione della rassegna A teatro con mamma e papà, promossa da RanciaVerdeBlu, che ospiterà domenica 12 dicembre la Compagnia Teatro Verde di Roma con Il Gatto con gli Stivali, la favola delle apparenze raccontata da due improbabili facchini. Si tratta solo un’anticipazione, perché il teatro per bambini e famiglie e per le scuole tornerà in scena nei primi mesi del 2022 con tanti progetti creativi, appassionanti ed emozionanti.

Il calendario si completa con gli incontri del Caffè letterario, un format a cura dell’Associazione Zagreus, reduce dal grande successo del Festival “Ermetica”, per quattro venerdì (22 ottobre, 12 e 19 novembre, 10 dicembre) alle 18.30 nel foyer del Teatro Vaccaj.

Tutte le informazioni per prenotazione, acquisto biglietti e modalità di accesso sono disponibili sul sito www.teatrovaccaj.it; si ricorda agli spettatori che l’accesso in teatro è consentito solo in possesso di Green Pass.

Appuntamento con lo Street Food Festival in piazza della Libertà

Ha aperto i battenti giovedì 30 settembre lo “Street Food Festival” l’appuntamento dedicato al cibo di strada di qualità proposto da esperti cuochi e gourmet allestito in piazza della Libertà e che proseguirà il 1°, 2 e 3 ottobre, dalle ore 12 alle ore 24.

Va ricordato che la manifestazione ha lo scopo di promuovere la cultura gastronomica italiana ed internazionale, suddivisa per regioni, etnie e tradizioni storiche delle varie località ed in particolare di promuovere la tradizione gastronomica del nostro territorio.

Ogni serata, alle ore 21, appuntamenti con musica live: venerdì 1 ottobre, “Vasco e Liga” cover band e sabato 2 ottobre “Dee Jay Street” con Andrew e Manu Latini.

Per consentire lo svolgimento della manifestazione, la predisposizione di ogni attrezzatura necessaria, nonché la sicurezza negli orari in cui è previsto il maggior afflusso di persone, occorre provvedere in merito alla regolamentazione temporanea della sosta e del transito dei veicoli nel luogo interessato pertanto la disciplina della circolazione è temporaneamente modificata come segue:

nell’intera Piazza della Libertà, compresi gli stalli di sosta disposti lungo la carreggiata, è vietata la sosta ed è prevista la rimozione forzata dei veicoli con esclusione di quelli necessari allo svolgimento della manifestazione, dalle ore 12.00 del giorno giovedì 30 settembre 2021 alle ore 24.00 del giorno domenica 3 ottobre 2021.

Nelle medesime giornate, per motivi di sicurezza è disposto il divieto di transito veicolare all’interno della Piazza della Libertà negli orari compresi tra le ore 12.00 e le 15.00 e tra le ore 19.00 e le 24.00 con esclusione dei veicoli dei residenti in via Beato Tommaso da Tolentino ed in via Ozeri.

I veicoli di servizio Taxi o N.C.C. potranno sostare in Piazza della Libertà all’esterno della delimitazione della ZTL.

FREETYPE DI LORENZO MARINI. LA MOSTRA AI MUSEI CIVICI DI PALAZZO BUONACCORSI DI MACERATA E AL POLITEAMA DI TOLENTINO DAL 15 SETTEMBRE AL 14 NOVEMBRE

Dal 15 settembre al 14 novembre i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata e il Politeama di Tolentino presentano la mostra “FreeType” di Lorenzo Marini, curata da Sabino Maria Frassà.

Nell’ampio e variegato calendario di mostre ed eventi, il Comune di Macerata e la Fondazione Franco Moschini, con questa mostra invitano a riflettere sulle molteplici possibilità di interazione offerte dal Contemporaneo.

L’artista milanese, nel definire le linee programmatiche del suo manifesto, dichiara apertamente che è necessario “liberare le lettere dalla loro funzione” ponendo attenzione alla forma del carattere che prima di essere segno è immagine. Su questa idea propria della storia e della filosofia dei linguaggi lavora Marini, pubblicitario affermato e artista formatosi sotto l’egida del grande maestro Emilio Vedova, tra i principali esponenti del Novecento italiano.

Dopo aver esposto a Los Angeles, New York, Parigi, Dubai e in molte altre città nel mondo, Lorenzo Marini ha creato per le Marche inediti che esplorano l’utilizzo delle lettere e del colore in opere mixate con media differenti facendo riflettere sulle modalità di comunicazione dettate dalla ricerca di nuovi caratteri alfabetici fondati sulla giocosa concettualità dell’artista.

FreeType è una mostra presentata grazie alla collaborazione tra i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi e il Politeama di Tolentino con il sostegno della Regione Marche e rappresenta un’innovazione per la condivisione tra due realtà artistiche della stessa provincia; un invito alla circolarità dell’arte e all’interscambio culturale che vuole abbattere le barriere localistiche e globalizza le esperienze.

La mostra sarà inaugurata mercoledì 15 settembre alle ore 17,30 ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata e giovedì 16 settembre, alle ore 18, al Politeama di Tolentino, si terrà un incontro con l’artista.

Musei Civici Palazzo Buonaccorsi Macerata Via Don Minzoni, 24
Orari:
SETTEMBRE dal martedì alla domenica, 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
OTTOBRE dal martedì alla domenica, 10.00 – 13.00 / 14.30 – 18.30
NOVEMBRE dal martedì alla domenica, 10.00 – 13.00 / 15.00 – 17.30
Info: 0733 256361 info@maceratamusei.it

POLITEAMA Tolentino (MC) Corso Garibaldi, 80Orari:
Giorni Feriali 10-13 e 15-20
Sabato e domenica: 16-20
Info: 0733 968043 info@politeama.org
L’ingresso alla mostra è gratuito

 

Lorenzo Marini presenta le sue lettere liberate nelle Marche, scegliendo Macerata come città simbolo di questa regione. Lo fà nel prestigioso palazzo Buonaccorsi dialogando tra le contemporaneità delle opere e la classicità dello spazio che le ospita. Dal 15 settembre al 14 novembre 20 opere saranno esposte ai musei civici e altrettante al Politeama di Tolentino. “Non posso esporre nelle Marche senza dimenticare la città che mi ha visto come direttore artistico della Biennale dell’Umorismo molti anni fa” afferma Lorenzo Marini.

Dopo Los Angeles, Venezia e Siena, Macerata ospita una mostra che celebra il percorso artistico dell’artista che ha fondato la corrente artistica della “TypeArt”, liberando definitivamente le lettere dalla schiavitù della funzione. Come sottolinea

il curatore Sabino Maria Frassà “L’arte per Lorenzo Marini è un percorso di catarsi volto a trovare la Parola. L’arte per Lorenzo rappresenta quindi quel senso, che ha riempito e riempie ogni giorno la nostra vita quotidiana”.

Lorenzo Marini commenta così l’importanza di questa mostra e racconta il suo legame con Macerata. “Come l’arte contemporanea vive di contaminazione così Macerata vive tra il passato ed il futuro, l’università e l’accademia, la tradizione e l’innovazione, l’estetica e l’etica. La mia ricerca sulle lettere vuole portare un linguaggio che solo gli occhi di chi parla riescono a connettere, lasciando su ogni opera tracce di cartoon, fotografia, grafica e illustrazione. Per me le lettere sono nate libere e come gli uomini sono creature sociali ma anche individuali. È tempo di celebrare la bellezza della geometria che le compone e lasciare il gregge della tipologia alfabetica. Non sono necessarie solo per leggere o per scrivere, ma anche per alimentare la fantasia”.

Le 20 opere in mostra ripercorrono questo mixed-media costante, e altrettante contaminazioni visive si trovano nelle 20 opere esposte al Politeama di Tolentino. La mostra viene anticipata nel centro storico di Macerata e nell’atrio di palazzo Buonaccorsi con sei “obelischi contemporanei”, realizzati da Guzzini, che diventano totem di comunicazione, segnali verbo-visivi, sculture urbane.

 

LORENZO MARINI

Lorenzo Marini è un artista italiano che vive e lavora fra Milano, Los Angeles e New York. Marini ha frequentato l’Accademia di Belle Arte di Venezia con Emilio Vedova, ma si è laureato in architettura e ha lavorato con successo nel mondo della pubblicità per trenta anni. Nel 2016 Marini ha un’intuizione artistica che lo porta a celebrare la bellezza delle lettere. Nel 2017, forte di questo successo, crea il “Manifesto per la liberazione delle lettere” diventando, di fatto, il caposcuola di una nuova forma d’arte: quella di dedicare ad ogni singola lettera dell’alfabeto un’opera, liberando così le lettere dall’obbligo della funzione, per celebrarne la pura bellezza intrinseca. Le opere pittoriche di Marini possono essere lette come la traduzione in contemporary art di campagne pubblicitarie, con una rigorosa logica degli spazi e degli equilibri, nella sua prima ricerca sui Visual. Così come possono essere lette come un pensiero rivoluzionario sulla bellezza pop dell’alfabeto contemporaneo, in questa seconda fase artistica.

 

L’ALFABETO DEL FUTURO DI LORENZO MARINI

Il futuro ha un suo alfabeto” scriveva Lorenzo Marini quasi vent’anni fa nel suo romanzo più celebre “L’uomo dei tulipani”. Solo gli artisti più sensibili riescono a comprendere e a trasformare in immagini e opere d’arte questa serie ordinata di segni presenti nella realtà che scrivono oggi il nostro domani. Come sarà il nostro futuro? Lorenzo Marini negli anni sembra raccontarci un futuro in cui il tema della ricerca di libertà è sempre più centrale. Lorenzo Marini da tutta la vita aspira alla libertà assoluta, consapevole che sia una tensione umanamente non raggiungibile.  A pensarci bene proprio l’idea di futuro inteso come ricerca di libertà è il vero filo conduttore di tutta la sua carriera all’insegna di un sempre riuscito equilibrismo tra forma e contenuto, tra regole e creatività, leggerezza e gravità.

Brillante alunno di Vedova, Lorenzo Marini arriva al successo negli anni ‘80 attraverso l’unione dell’immagine alla parola nei fumetti e negli slogan pubblicitari. Alla fine degli anni ‘90 arriva il successo letterario con L’uomo dei tulipani dove l’arte e la pittura sono protagonisti. Con il nuovo millennio arriva l’inarrestabile ascesa sulla scena dell’arte contemporanea italiana attraverso il Manifesto della Liberazione delle Lettere, che lo consacra a livello internazionale e che diventa di ispirazione per tanti artisti in tutto il mondo: ‘Le lettere sono nate libere e come gli uomini sono creature sociali, ma anche individuali. E’ tempo di celebrare la bellezza della geometria che le compone e lasciare il gregge della tipologia alfabetica’ scriveva al riguardo Lorenzo Marini nel 2017.

Del resto Lorenzo Marini ha compreso con il tempo e un continuo lavoro di meditazione che l’essere umano si crea spesso gabbie, ma che sia anche in grado di trovare in tali gabbie le chiavi per evadere. Complice l’approfondita conoscenza tanto per il dadaismo quanto per del futurismo, Lorenzo Marini comprende così che il bianco delle prime opere era diventato una prigione, un’inutile autolimitazione: non è il colore l’elemento distonico, quello che sembra non funzionare più è l’unione tra forma e contenuto in tutte le forme di linguaggio e comunicazione.  Ciò che non funziona più a ben vedere è la “parola” intesa come unità fondante del linguaggio e della comunicazione. Contratta, stravolta dalla frenesia, dallo sviluppo socio-tecnologico la parola non spiega più l’immagine, ma ha bisogno dell’immagine per esser decodificata. Lorenzo Marini allora sintetizza

e porta all’estremo l’impulso dadaista, scarnificando la parola alla ricerca dell’essenza della comunicazione, le lettere. Avvicinatosi alla cultura orientale e al culto della calligrafia, volge così la sua ricerca artistica alla semantica, alla relazione fra i segni e concetti a cui si riferiscono. Con l’avvento dell’immagine tale relazione va ripensata e/o ricodificata: nascono alfabeti composti da loghi in cui forte è il rapporto semantico. Ma l’artista va oltre e porta all’estremo il tentativo intrapreso nel 1987 dal noto artista-calligrafo cinese Xu Bing di scardinare la “vecchia” scrittura: da prima supera l’ordine alfabetico e poi si spinge nelle ultime opere a privare le lettere di qualsiasi rapporto semantico, vedendo esse come puri simulacri di forma. Lorenzo Marini libera le lettere dal fardello millenario di essere portatrici di senso: alla “L” rappresentata con i libri preferisce oggi una “L” rappresentata con un calzino: non vi è più alcuna relazione tra significante e significato, ma “solo” una vicinanza di forma, che determina un nuovo (impossibile?) alfabeto.

Non è casuale che tale tensione alla libertà “delle” e “dalle” parole arrivi dopo anni di disciplinata arte del comunicare. E’ proprio l’arte visiva che permette all’artista di ricomporre la dicotomia tra forma e contenuto trasversale in tutta la sua carriera. Oggi Lorenzo Marini non nega mai nelle sue opere la comunicazione, semplicemente ha la lucidità per prendere atto di come i tempi che sono e che saranno vivono di prime impressioni ed emozioni generate da un’empatia che non arriva solamente attraverso il contenuto, ma che ha l’urgenza di nuove forme.

E’ innegabile che viviamo nella velocità della forma e, se si vuole comunicare, bisogna comprenderlo: il vero artista è colui che riesce a governare la velocità della forma senza semplificare o peggio ancora banalizzare il proprio linguaggio, ma per arricchendolo attraverso un’inedita completa fusione di forma e contenuto. L’estetica proposta da Marini travalica così quella siepe che attanaglia ancora il nostro vivere e modo, spesso passatista, di concepire la realtà: oggi più che mai c’è una necessità fisica di muoversi, di guardare al futuro anche attraverso un’arte sempre più trasversale e olistica. “E come il vento” di Leopardi, anche in Marini la forte la tensione alla libertà si manifesta nel quieto movimento dell’aria, un movimento corale, più ideale che reale: le opere più recenti – digitali e non – si animano non a caso di lettere quasi astratte, fusione di forme e loghi, distorti dal movimento di un vento ideale, un brivido che sta percorrendo sempre di più il nostro vivere e che dovremmo imparare ad ascoltare. Il futuro non è il passato ma è il continuo tentativo di liberarsi da esso.

L’arte di Marini ci aiuta nel farlo fornendoci un alfabeto per il futuro “quando il futuro ti parla, è un lampo bianco. Che gli uomini con gli occhi aperti non riescono nemmeno a leggere, impegnati come sono a vedere solo con gli occhi”.

Sabino Maria Frassà

 

 

 

LA VISIONE E IL GESTO: A PROPOSITO DI LORENZO MARINI

Fra gli artisti contemporanei uno dei più versatili e sensibili alla immaginazione immaginosa noi crediamo sia Lorenzo Marini, in ragione della sua capacità di muoversi tra mano e cervello, senza che la tensione necessaria a mantenere entrambi nel gioco dell’arte venga meno.  Nella sua opera, che abbraccia ormai quattro decenni di attività, si lasciano riconoscere almeno quattro segmenti, cui l’artista ha dato titoli come Space Visual, Advisual, Typevisual o Alphatype. In ciascuno di essi Marini mette in discussione un aspetto della cultura grafica e concettuale, scegliendo un luogo differente. Le opere raccolte come ‘Space Visual’ sono frammenti di una narrazione dello spazio invaso dal segno grafico o lasciato privo di tracce. In esse tutto accade come se la storia stessa del dipinto venisse in luce come la scrittura di un palinsesto visivo. In queste opere l’immagine mostra più istanti del tempo compositivo. E ciò accade non perché vi si narrino più eventi, ma perché il tempo è colto nel suo stesso narrare: non come tempo narrato, ma come tempo della narrazione.

La sezione di opere intitolata ‘Advisual’ presenta costellazioni di elementi, frammenti, offerti senza particelle connettive, in una costruzione che i linguisti direbbero paratattica. Cosa rappresentano? Come rappresentano? A prima vista, sembrerebbe di trovarsi dinanzi ad esemplari di action painting; ma è un’impressione forse fuorviante: Infatti, mentre in questa viene come condensato il movimento dell’artista (che resulterà iscritto nel dipinto, divenendo spartito della stessa esecuzione pittorica), nelle opere di Marini non viene catturato il gesto del pittore, ma il suo tempo. In altre parole, non è la muscolarità che “getta” il colore in pasto alla tela (come accade in Pollock), ma è l’intervallo tra una gettata e l’altra che trova modo di manifestarsi come un contrat-tempo o come un frattempo, per usare una espressione cara a Gilles Deleuze.

La fase più matura e forse più provocatrice della produzione recente di Marini è quella dedicata alla tipìa della scrittura a stampa, ai suoi caratteri, e raccolta nelle sezioni ‘Typevisual’ e ‘AlphaType’. Marini prende in esame le lettere e la loro cosmetica e ne fa una dissacrante, ma godibilissima critica. Il tipo di una lettera – il typos, ovvero il carattere tipografico – è un ente chiuso nella sua aseità: esso non rimanda a una cosa, a una immagine, ma può suscitare soltanto delle repliche. È quel che i linguisti chiamano type/token ratio, ossia rapporto tra tipo e repliche.  Di per sé il tipo non ha una storia. Né una autentica spazialità: non aspira a formare lo spazio. Il tipo è sempre aniconico, privo di figuratività. Si tratta quindi, per Marini, di convertire il tipo – di per sé aniconico, cioè privo delle proprietà di una raffigurazione – in una figura dotata di un campo di una denotazione o riferimento semantico. È questo il caso delle lettere che si trasformano in mappe di inesistenti territori; o delle lettere in cui il pointillismo cromatico fa letteralmente esplodere il tratto alfabetico, per rimandare il lettore ad altre possibili configurazioni degli stessi tratti.

Nella sezione ‘AlphaType’ questa critica dei marcatori alfabetici viene portata alle estreme conseguenze. Il discorso di Marini sembra muovere dalla pura evidenza delle immagini che danno forma ad un repertorio. Egli le raccoglie in opere che richiamano in tutta originalità le Pathosformeln di Aby Warburg, come le mani distese e intrecciate in Artabeth.
Le immagini così raccolte sembrano formare un atlante, che in ogni sua pagina disponga – senza ordine apparente – le lettere dipinte, facendone tessere di una rete di riferimenti aperta e, per ciò stesso, trasgressiva. Dovunque è finzione, fictio. Ogni pagina è una collezione, ma soprattutto una collazione (in senso filologico) di forme, ciascuna delle quali può essere considerata glossa di ogni altra. Un elenco o una lista, insomma, che non istituisce alcun tipo, ma che, semmai, decostruisce il type producendo i suoi tokens e al contempo privandoli della loro identità alfabetica o figurale. Le lettere, gli stilemi pittorici appaiono così privi del contesto che potrebbe giustificarli, come fossero messi in “stato citazionale”.

In questo lavoro sapiente sulla forma e sulla scrittura viene prima la mano? ovvero il cervello? A noi sembra che l’arte multiforme di Marini rimetta in gioco la palla, per sottomettere l’antico quesito ai nuovi problematici esiti della cultura informatica e alla sua serialità “memetica”. Né con Anassagora, dunque, né con Aristotele, ma forse con le inquietudini del cittadino nostro contemporaneo, consegnato a un pianeta che a ogni istante chiede di essere interpretato, senza che più si diano le certezze di una religione o di una mitologia. Questo uomo impaurito e però curioso a noi ricorda con inaudita dolcezza il Signor Palomar nato dalla mano e dal cervello di Italo Calvino

Marcello La Matina

GO-GO OBELISK. I GEROGLIFICI RITROVATI DI LORENZO MARINI

La nuova installazione di Lorenzo Marini a Macerata Go-go Obelisk colpisce per la riuscita sintesi di forma e contenuto. Strana storia quella degli obelischi “esportati” dall’egitto in tutto il Mondo sin dal tempo dei romani, che apprezzavano questa tipologia di monumento a tal punto che oggi gli obelischi a Roma sono più numerosi di quelli rimasti in Egitto. Gli obelischi nascono come simbolo e oggetto di culto in Egitto: erano considerati la pietrificazione di un raggio di sole e venivano pertanto collocati a coppie di fronte ai templi. Gli obelischi erano sempre, al pari dei nostri affreschi nelle chiese, arricchiti con geroglifici riguardanti le divinità e i rituali religiosi. Dopo millenni dalla loro comparsa (il più antico è datato 2340 a. C.) gli obelischi divennero simbolo di potere e celebrazione collocati in luoghi senza alcun nesso con quanto era raccontato dai geroglifici scolpiti su di essi.

Lorenzo Marini con la sua proverbiale sottile e acuta ironia reinterpreta e attualizza la forma monumentale dell’obelisco in un’installazione realizzata nella città di Macerata grazie alla collaborazione con Guzzini. Nulla è lasciato al caso: dalle dimensioni ridotte e antropomorfe che richiamano alla sagoma umana (siamo tutti obelischi), allo specchio in cui ci riflettiamo (la vanità è un elemento ricorrente nell’arte di Marini) alla continua sottile citazione alla cultura egizia, che appare però solo a una lettura più attenta. Go-go Obelisk richiama il senso di “libertà e movimento (letteralmente significa “libera/scatena l’obelisco” “vai-vai obelisco”) che permea la ricerca artistica di Marini degli ultimi anni. Si tratta di un’installazione costituita da un gruppo di 6 obelischi alti due metri, tutti specchianti e arricchiti dalle lettere liberate, stilema dell’artista. Le nuove lettere di Marini possono essere considerate del resto anche una sorta di evoluzione dei geroglifici: questi nuovi types, così come ama definirli l’artista, sono costruiti a partire da simboli e loghi legati alle lettere per vicinanza semantica o di forma. Il risultato è un impossibile nuovo alfabeto visivo di cui la grammatica e la sintassi devono essere ancora scoperte o inventate. In questo modo le lettere di Lorenzo Marini rielaborate in Go-go Obelisk raccontano e celebrano vizi e virtù della nostra società: il culto della forma, dell’esteriorità è in fondo la storia dell’umanità condannata a vivere in bilico tra essere e apparire. Su uno degli obelischi le lettere liberate vanno a formare un movimento a spirale, una sorta di percorso ascensionale. Evidente e irresistibile l’ironico richiamo filologico all’origine egiziana di questi monumenti: come i Faraoni (che firmavano sempre il “proprio” obelisco) Lorenzo Marini ci invita all’interno del suo tempio – oggi Palazzo Bonaccorsi di Macerata – per indicarci la strada per la libertà espressiva: specchiarsi nel bello e non prendersi troppo sul serio.

Go-go Obelisk… Libera, scatena l’obelisco, libera te stesso.

Sabino Maria Frassà

Tolentino festeggia San Nicola e celebra la Festa del Perdono

Ultimi giorni delle festività ufficiali dedicate a San Nicola da Tolentino promosse dalla Comunità Agostiniana e dal Comune di Tolentino.

Queste le celebrazioni religiose che si terranno alla Basilica di San Nicola.

Sabato 11 settembre SOLENNITA DI SAN NICOLA. Alle ore 11.30, Solenne Celebrazione di Apertura del “Perdono” presieduta da S.E. Mons. Claudio Giulidori Vescovo, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Alle ore 16.30 S. Messa per i Malati e gli anziani, alle ore 18.00 Canto dei Vespri.

Alle ore 18.30 S. Messa presieduta da p. Giustino Casciano osa Priore Provinciale degli Agostiniani d’Italia.

Domenica 12 settembre FESTA DEL PERDONO.

Dalle ore 8.30 SS. Messe (orari: 8.30 / 9.30 / 10.30 / 12.00 / 16.30 / 19.00 / 21.30).

Alle ore 10.30 S. Messa con la partecipazione dei pellegrini di Cascia in occasione del gemellaggio con la nostra Città.

Alle ore 17.30 S. Messa con la partecipazione delle Confraternite.

Alle ore 17.45 Processione per le vie della città con l’Urna di San Nicola (nel pieno rispetto di quelle che saranno le normative governative anticovid). Itinerario: via Oberdan, Corso Garibaldi, viale Cesare Battisti, via XXX Giugno, via Caselli, via Pacifico Massi, via Filelfo, piazza della Liberta, via San Nicola, rientro in Basilica.

Alle ore 19.00 S. Messa presieduta da S.E. Mons. Luis Marin osa Sottosegretario del Sinodo dei Vescovi. Con la partecipazione dei Sindaci dell’Unione Montana dei Monti Azzurri.

 

Questi gli eventi civili programmati sabato 11 e domenica 12 settembre.

Sabato 11 e domenica 12 settembre in via Ozeri Tolentino Arte, mostra con le opere degli allievi del Laboratorio dell’Arte del prof. Roberto Di Dionisio.

Al Teatro Vaccaj la Compagnia della Rancia invita tutti i bambini agli spettacoli dei burattini che andranno in scena 11 sabato settembre alle ore 18: Fiabe Marchigiane e alle ore 21.30 Favole fa’ e domenica 12 settembre, alle ore 18: Pinocchio. Info e prenotazioni 340 7028078

Sabato 11 settembre, alle ore 17.00 al Castello della Rancia presentazione del libro “Perché scavare???” di Marco Attili con bivacco storico del 2° Cavalleggeri e visita guidata a cura dell’Associazione “Tolentino 815”.

Alle ore 20.00, sul Ponte del Diavolo, appuntamento con la rievocazione storica “Sul Ponte del Diavolo tra storia e leggenda” che presenta l’iniziativa “Tra tradizione e banchetto”.

Alle ore 21.00, in Piazza della Libertà, concerto di Fiati Orchestra “Insieme per gli altri”, diretta dal maestro Andrea Mennichelli. In questa occasione il Coro della Bura di Tolentino insieme al Coro di Madonna del Monte di Macerata accompagneranno l’Orchestra di Fiati in alcuni brani e si esibiranno, per la scuola di danza ASD Alchemy Dance Studio, Alessia Tiberi e Francesco Ciccarelli e le loro alunne. Il concerto è gratuito e viene offerto al pubblico a fini benefici. In questa occasione le offerte libere verranno raccolte e destinate alla casa di riposo ASP “V. Porcelli” di Tolentino.

Domenica 12 settembre FESTA DEL PERDONO DI SAN NICOLA 2021.

Dalle ore 8.00, nel Centro Storico, tradizionale Fiera di San Nicola.

Le bancarelle saranno allestite in Corso Garibaldi, Piazza San Vincenzo Maria Strambi, Piazza della Libertà, Via Roma (fino all’intersezione con Viale Fabio Filzi), Via Francesco Filelfo (fino a Piazza Martiri di Montalto), Via della Pace, Piazza Martiri di Montalto, Via Napoleone Bonaparte, Via Medoro Savini, Via Annibale Parisani, Largo Amaddio, Via Ferdinando Tambroni, Piazza dell’Unità, Viale Cesare Battisti

In Piazza Martiri Montalto, Mercato “Le Piazzette”.

Si ricorda che per accedere alla Fiera e al Luna Park è necessario il green pass o tampone negativo effettuato massimo 48 ore prima per utenti e operatori commerciali e bisogna indossare la mascherina. Attenzione alle modifiche del traffico e della sosta. Con apposita ordinanza è stata vietata per domenica 12 settembre la vendita e detenzione di bevande in lattina e bottiglie o contenitori di vetro. Importante mantenere il distanziamento sociale.

Alle ore 21.30 in Piazza della Libertà, esibizione del Concerto di Fiati “Giuseppe Verdi” Ass. Bandistica “Nazareno Gabrielli – Città di Tolentino”, diretta dal Maestro Daniele Berdini.

10 settembre Festa di San Nicola

Venerdì 10 settembre si celebra a Tolentino la SOLENNITA DI SAN NICOLA. Nella Basilica sono previste SS. Messe che saranno celebrate alle ore 8.30 / 9.30 / 10.30 / 12.00 / 16.30 / 18.30 / 21.30.

Alle ore 18.00 Vespri e alle ore 18.30 S. Messa presieduta da S.E. Mons. Nazzareno Marconi Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia.

Per gli eventi civili, torna la “Tolentino Arte”, la tradizionale mostra di quadri realizzati dagli allievi dell’Associazione “Laboratorio dell’arte”, che compie 30 anni. Quest’anno in via Ozeri a Tolentino, da venerdì 10 a domenica 12 settembre, in occasione delle feste in onore a San Nicola, torneranno le opere di chi frequenta la scuola di pittura e arte diretta dal prof. Roberto Di Dionisio. Inaugurazione venerdì 10 settembre, in via Ozeri, alle ore 17.00, alla presenza del Sindaco.

Alle ore 21.00 in Piazza della Libertà, rievocazione storica Sul Ponte del Diavolo tra storia e leggenda, “Premio Ponte del Diavolo al Cittadino dell’anno”.

Grande attesa per la settima edizione del Premio Ravera

Tutto pronto per la nuova edizione 2021 del Premio Ravera: “Una canzone è per sempre che si terra sabato 4 settembre 2021 alle ore 21.00 allo Stadio della Vittoria di Tolentino.

L’evento giunto alla settima edizione è promosso con l’intento di celebrare e ricordare l’indimenticabile figura di Gianni Ravera che ha scritto numerose pagine della storia della musica e della televisione italiana, sarà condotto da Dario Salvatori, giornalista e critico musicale, con la partecipazione straordinaria di Amadeus, reduce dal successo degli ultimi due Festival di Sanremo e prossimo conduttore dell’edizione 2022. La vera protagonista, come tradizione, sarà la musica, affidata come sempre all’Orchestra Mediterranea diretta dal M° Michele Pecora, ideatore e direttore artistico del Premio.Ad aprire la serata, come annunciato, l’esibizione di otto giovani promesse della canzone italiana presentati da Melissa Di Matteo e Dario Salvatori.

il Premio Ravera proseguirà con tanti ospiti, alcuni tra i più grandi interpreti non solo di oggi ma di tutti i tempi: Al Bano, i Nomadi, Diodato, vincitore del Festival 2020 e Orietta Berti vincitrice morale di quest’anno e indiscussa Regina dell’Estate 2021. E poi Wrongonyou, (da Sanremo giovani), Random, (tra i big protagonisti dell’ultimo Sanremo), Le Deva, Matteo Faustini, il tenore Piero Mazzocchetti, e molte altre sorprese. Ad allietare la serata anche Emanuela Aureli che saprà farci sorridere con la sua incontenibile verve comica seguita da Serena Rigacci che interpreterà un medley di grandi successi ispirati a Gianni Ravera.

Patrocina il Premio l’AFI (Associazione Fonografici Italiani) rappresentata dal presidente Sergio Cerruti che sarà portavoce della più storica associazione nazionale dei discografici. A ricordare Ravera, tra gli altri, introdotti da Ilenia de Sena, anche Gianni Naso, Franco Fasano, Elio Cipri, Robeto Razzini, Marco Rettani e Adriano Aragozzini.

Il Premio Ravera è organizzato dal Comune di Tolentino e dalla Pro Loco TCT.

Si ringraziano ErreUno, MarPel srl, Meloni, Pro Gest, Rhutten, Terme di Santa Lucia e AM.

Prenotazione e vendita biglietti online www.liveticket.it oppure alla Pro Loco TCT in piazza della Libertà a Tolentino tel. 0733.972937 – informazioni@vivitolentino.it

Su Rai Uno il Premio Ravera

In occasione del Premio Ravera, sabato 4 settembre, intorno alle ore 10, il celebre programma televisivo “Uno Week End”, in onda sul primo canale della Rai, condotto da Peppe Convertini e Anna Falchi, si collegherà con Tolentino e con lo stadio della Vittoria per una serie di interviste, agli artisti già presenti, Dario Salvatori, Nomadi, Michele Pecora e Serena Rigacci. Sarà una anticipazione per parlare del Premio Ravera e per ascoltare alcuni dei brani più belli e famosi del panorama musicale italiano.

Una bella vetrina per la Città di Tolentino e per l’evento sempre più apprezzato e seguito da un vasto pubblico e che registra la partecipazione di tanti big, tra cui Amadeus, Al Bano, Diodato, Orietta Berti, Wrongonyou, (da Sanremo giovani),  Random, (tra i big protagonisti dell’ultimo Sanremo), Le Deva, Matteo Faustini, il tenore Piero Mazzocchetti ed Emanuela Aureli.

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