“Il Volto di una Città. Tolentino tra ‘700 e ‘800. Un patrimonio ritrovato per un percorso di rinascita”.uova esposizione per un percorso di conoscenza e di rinascita della Città di Tolentino

“Il Volto di una Città. Tolentino tra ‘700 e ‘800. Un patrimonio ritrovato per un percorso di rinascita” è il titolo di
una mostra allestita nelle nuove sale di via Parisani che sarà inaugurata alle ore 17.30 di giovedì 2 luglio 2020.
L’esposizione è promossa dagli Assessorati alla Cultura e al Turismo del Comune di Tolentino in collaborazione
con la Regione Marche e i Musei Civici di Tolentino. Si ringraziano per la collaborazione la Soprintendenza
Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per le Marche.
Ideazione e consulenza scientifica della mostra Giorgio Semmoloni, progetto di allestimento Giampiero
Calcaterra.
A seguito del sisma del 2016 che ha purtroppo danneggiato in maniera molto seria diversi palazzi comunali e
edifici storici sedi di importanti musei tra cui ad esempio le Sale napoleoniche e Palazzo Parisani-Bezzi ma
anche il Museo dell’Opera, l’Amministrazione comunale ha voluto creare un nuovo spazio espositivo che
consentisse a visitatori e turisti di poter ammirare arredi e opere d’arte che altrimenti sarebbero chiusi
all’interno di depositi. Quindi, dopo la mostra allestita alla Sala Mari del MIUMOR – Museo dell’Umorismo con
le opere d’arte della Sala Storica chiusa al pubblico sempre a causa del terremoto, apre questa nuova
esposizione che presenta una significativa parte del patrimonio ritrovato, dopo le chiusure post sisma e post
covid-19, che traccia un percorso di rinascita.
I curatori e l’Amministrazione comunale, di concerto con l’Ufficio Cultura, hanno scelto di raccontare le vicende
storiche, sociali ed artistiche della Città di Tolentino, attraverso due secoli molto importanti: il Settecento e
l’Ottocento. Da Napoleone e la Pace di Tolentino alla Battaglia della Rancia del 1815, dal meccanismo
dell’orologio della torre civica, al Lucatelli fino al Vaccaj.

La mostra – ricorda l’ideatore Giorgio Semmoloni – è incentrata su due principi essenziali uno l’”amarcord” e
l’altro è quello delle “novelties”, ossia delle novità ed è congegnata, se pur in modo rigidamente scientifico, in
una forma vezzosa e seducente con una palese rinuncia alla consueta severità accademica.
Ognuno di noi ha visitato più volte le Sale napoleoniche in tempi più o meno recenti e ognuno di noi ne è uscito
con immagini, emozioni e sensazioni del tutto personali. Tant’è vero che tutti si ricordano del letto rosso a
baldacchino dove ha dormito il generale francese ma non ricordano altri oggetti che circondano il letto e che
sono segni di tempi lontani e di costumi diversi. Ricordi che non sono uguali per tutti e per questo abbiamo
riunito questi “amarcord” mettendo insieme diversi oggetti, considerati veri e propri documenti, non con
l’intento paradossale di ricostruire le Sale napoleoniche decontestualizzate ma mettendo insieme gli oggetti
che più hanno colpito la nostra immaginazione e la nostra emotività con il fine di ricostruire il volto di una Città
tra ‘700 e ‘800. Così anche i documenti che sono stati selezionati per l’esposizione.
E poi c’è lo spazio per la novità, la “noveltys” come la macchina dell’orologio della torre civica di piazza della
Libertà, vero simbolo cittadino, che è uno strumento molto importante perché il costruttore è riuscito a
coniugare intelligentemente l’ora italica, che tutti conoscevano e utilizzavano, con l’ora astronomica. Fu una
importantissima novità di misurazione del tempo al pari di altre misure come ad esempio il metro adottato in
quel periodo in gran parte dell’Europa. Infatti con il passaggio dell’ora italica, che era relativa ad ogni singola
località, all’ora astronomica si faceva sì che la misurazione del tempo, per convenzione, fosse uguale su tutto il
territorio. Inoltre una parte importante della mostra unisce in maniera perfetta “amarcord” e “novità”: è quella
dedicata al Teatro Vaccaj con la sala “Suoni e colori in un moderno teatro all’antica”. Nasce quindi una innovativa
proposta di conoscenza, Vaccaj come luogo di spettacolo ma anche creatura di due illustri personaggi
tolentinati come il Lucatelli (architetto) e il Vaccaj stesso (musicista). Sono in mostra molti elementi noti ma anche novità come l’originale del metodo di canto, le lastre di stampa
inglesi dello stesso metodo ma anche studi e bozzetti del Lucatelli, con l’intento di favorire la conoscenza e la
riscoperta di questi due grandi artisti, ancora oggi apprezzati.

All’inizio – ricorda il Vicesindaco e Assessore al Turismo Silvia Luconi – nessuno o in pochi credevano in questo
progetto e si pensava che l’Amministrazione comunale fosse impazzita perché voleva portare le sale
napoleoniche in un ex negozio di articoli da regalo e casalinghi.
Non era niente di tutto questo e non lo è stato nemmeno all’inizio: i locali che abbiamo scelto a seguito di un
bando non erano dei semplici locali commerciali, ma erano architettonicamente perfetti e si prestavano in
maniera esemplare alla collocazione di una mostra: archi, volte, pareti con mattoncini a faccia vista e travi sul
soffitto hanno creato una perfetta armonia con tutto quello che poi ci è stato trasferito. Da ultimo, ma non per
importanza, la scelta del tema: sarebbe stato banale pensare che un letto e uno scrittoio potessero essere
sufficienti per allestire una mostra; c’è stato tutto uno studio, grazie al Prof. Semmoloni che esattamente un
anno fa ha capito la bontà del progetto e ci ha studiato un percorso che attraversa un periodo storico e dei
momenti fondamentali della storia della nostra Città. Idem l’Architetto Calcaterra, che si è appassionato al
tema e ha sfoderato tutto il suo estro per dotare Tolentino di un luogo che in termini culturali non sia secondo a
nessuno.
Sono soddisfatta; personalmente ci ho lavorato tanto, affiancata dalle mie inseparabili colleghe Silvia Tatò e
Monia Prioretti, le quali hanno apportato il loro contributo in termini teorici e pratici e questo ci ha consentito
di fare un altro passo in avanti alzando l’asticella della nostra offerta museale. Poi c’è un altro fattore, che non
voglio dimenticare o tralasciare: il Centro Storico, luogo che subisce e subirà più di ogni altra zona gli effetti
devastanti della ricostruzione perché decine e decine di cantieri lo popoleranno da qui in avanti, ma sono
fermamente convinta che sia fondamentale non disabituare le persone a viverlo; Devo essere onesta con me
stessa e con gli altri: non prevedo un rifacimento totale prima di almeno altri dieci anni, ma credo fermamente
che la costanza e la perseveranza degli Amministratori nel fare scelte sensate che portino turismo e passeggio
siano elementi vincenti per continuare a tenere alto il nome della città, come è stato fatto fino al 2016 e come
soprattutto è stato fatto dal 2016 ad oggi. Sono davvero emozionata!

L’idea di una esposizione temporanea – sottolinea l’Assessore alla Cultura e all’Istruzione Silvia Tatò – nasce
dalla volontà dell’Amministrazione comunale di rendere fruibili le straordinarie opere d’arte di cui Tolentino è
ricca e di incentivare il senso di appartenenza e di cittadinanza valorizzando la storia di Tolentino e le opere dei
più grandi personaggi storici della Città come Giuseppe Lucatelli e Nicola Vaccaj.
La mostra che ha una vocazione squisitamente temporanea, raccoglie opere e arredi del ‘700 e ‘800 di Tolentino
e, mi preme ricordare, che ogni opera e ogni arredo tornerà al suo posto nel momento in cui il relativo stabile di
appartenenza tornerà agibile.
È una mostra dalle mille sfaccettature accolta in un allestimento accattivante che esalta la bellezza e
l’importanza delle opere, che non sono solo opere d’arte ma anche documenti del nostro prezioso archivio
storico. La mostra raccoglie: arredi della Sale napoleoniche di Palazzo Bezzi, opere d’arte del Palazzo comunale
e del Museo del Santuario di San Nicola.
Inoltre, documenti originali dell’Archivio storico comunale, in particolare i fondi Lucatelli e Vaccaj, e della
Biblioteca comunale. Il tutto in un percorso culturale che racconta la Tolentino del ‘700 e ‘800: gli eventi storici
più importanti come la firma del Trattato tra Napoleone e la Santa Sede del 1797, la battaglia di Tolentino del 2
e 3 maggio 1815, gli uomini illustri quali Giuseppe Lucatelli e Nicola Vaccaj, legati allo storico teatro tolentinate.
Il lavoro sinergico con la collega Silvia Luconi che, come me, ha voluto fortemente il Museo, con la
collaborazione della consigliera Prioretti, ha fatto sì che questo allestimento, nonostante tutte le difficoltà ed i
ritardi che il covid19 ci ha posto di fronte, vedesse la luce.
Voglio ringraziare l’Ufficio Cultura del Comune di Tolentino che con passione ed instancabile dedizione,
coordinando i lavori e spendendosi tantissimo sul progetto, ha portato a termine un lavoro di qualità e di sicuro
impatto sociale. Ringrazio inoltre l’Ufficio Lavori Pubblici e Manutenzione per l’apporto tecnico, l’Ufficio
Stampa per la divulgazione e l’Ufficio Ragioneria.
Un plauso particolare va al prof Giorgio Semmoloni che ha ideato il percorso scientifico e all’architetto
Giampiero Calcaterra che ha curato il progetto di allestimento. Ringrazio la Sovraintendenza Archeologia, Belle
Arti e Paesaggio, la Sovraintendenza Archivistica, l’Ufficio Cultura della Regione Marche di cui abbiamo
intercettato un bando che ha finanziato parte della mostra ed infine i Vigili del Fuoco che hanno permesso di
estrarre e trasportare i beni fuori dai locali inagibili.
Con emozione, inoltre, ricordo la preziosa collaborazione a titolo volontario, ispirata dal grande senso di
attaccamento a Tolentino, di Saverio Marconi che ha prestato la sua splendida voce ai contenuti multimediali
della mostra, di Multiradio che ha ospitato le registrazioni e curato il montaggio dell’audio e della Poltrona Frau
che ha contribuito all’allestimento con un tocco di design.

La mostra, la cui gestione è stata affidata all’associazione Tolentino Arte e Cultura, è visitabile tutti i giorni,
escluso il lunedì, in via Parisani, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00.
Il costo del biglietto è di 4 euro (intero) e 2 euro (ridotto).
Cumulativo: mostra + Miumor + Castello della Rancia 7 euro (intero) 3,5 euro (ridotto).
Infoline: 370.3733992

IL VOLTO DI UNA CITTA’
Tolentino tra ‘700 e ‘800
Un patrimonio ritrovato per un percorso di rinascita

Organizzazione:
Assessorato alla Cultura
Assessorato al Turismo

Ideazione e consulenza scientifica: Giorgio Semmoloni

Progetto allestimento: Giampiero Calcaterra

Progetto grafico: Riccardo Gironella

Coordinamento generale: Maura Gallenzi

Ricerche bibliografiche, archivistiche e di arredo: Maura Gallenzi, Agnese Paoloni

Lavori di adeguamento locali e di allestimento:
Ufficio Lavori Pubblici e Servizio Manutenzioni Comune di Tolentino

Ufficio Stampa e Comunicazione: Luca Romagnoli per Repubblic srl

Restauri:
Pieramici Restauro & Conservazione di Pieramici Elena & C. s.a.s.
Restauro Dipinti sas di Topa Maria Pia & C.
Tappezzeria Gentili Massimo

Materiali di allestimento e stampe: TECUM di Sandra Pinzi

Decorazioni: Tania Bettucci, Samanta Ciurlanti

Contenuti multimediali: EMPIX Multimedia srl

Si ringraziano:
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche
Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per le Marche
Saverio Marconi
Multiradio
Poltrona Frau
Ufficio Ragioneria Comune di Tolentino

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