Tolentino: Caffè filosofici nel foyer del Teatro Nicola Vaccaj e Language Cafè in inglese al Politeama

L’Amministrazione Comunale ha inteso promuovere, da alcuni anni, una serie di corsi per favorire le occasioni e gli stimoli di crescita culturale e contribuire a realizzare un sistema di servizi e di offerta culturale adeguata alle richieste ed esigenze della comunità tolentinate anche per proseguire nella tradizione dei corsi negli anni organizzati presso l’Auditorium della Biblioteca Filelfica che hanno avuto molte adesioni da parte della cittadinanza, che si è dimostrata soddisfatta anche per la qualità dei corsi stessi.

Per l’anno in corso si è pensato di avviare due corsi: un Café Philo e Language Café in inglese, entrambi aperti a tutti e gratuiti per l’utenza.

I due corsi sono stai presentati nel corso di una conferenza stampa dall’Assessore alla Cultura Silvia Tatò, dalla Direttrice della Biblioteca Filelfica Laura Mocchegiani e dai curatori degli stessi due corsi. Nicholas Orazi e Andrea Ferroni.

Il Café Philo consisterà in un ciclo di sei incontri, presso il foyer del Teatro Vaccaj, a cura della Scuola Popolare di Filosofia e condotti da Sergio Labate e Andrea Ferroni, rispettivamente Professore Associato di Filosofia Teoretica all’Università di Macerata e cultore della materia, che daranno vita ad un ciclo dal titolo “Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, le audacie imprese”, in cui stimoleranno la riflessione sulle molteplici articolazioni e declinazioni di alcuni temi quali il rapporto uomo-donna, il coraggio, la guerra, l’educazione, la politica. Gli incontri saranno aperti alla partecipazione di chiunque sia interessato, senza alcuna limitazione: non si tratta infatti di conferenze ma di liberi dibattiti tra i partecipanti guidate dal filosofo che ha il compito di facilitare uno scambio di idee democratico, evitando interventi diretti o l’espressione delle proprie opinioni.

Questo il calendario degli incontri che inizieranno alle ore 18 (ingresso gratuito), tratti dall’Orlando Furioso:

16 gennaio Le donne – ovvero: “C’è differenza tra uomo e donna?”

19 febbraio I cavallier – ovvero: “Chi sono i nemici della politica?”

18 marzo L’armi – ovvero “Le piccole e le grandi guerre giuste”

30 aprile Gli amori – ovvero “Quando sarò capace di amare?”

27 maggio Le cortesie e l’audaci imprese – ovvero: “L’educazione e le passioni”

Il Language Cafè in inglese, consisterà in sei incontri, dal titolo Tea Talk, presso la caffetteria del Politeama a partire dal mese di gennaio con la madrelingua Nicola Orazi, insegnante e lettrice nelle scuole, che non terrà un corso in lingua ma delle libere e piacevoli discussioni rivolte a chiunque, ragazzi e adulti, abbia almeno una conoscenza base della lingua inglese e voglia perfezionarla in un’atmosfera calda e informale.

Gli incontri si terranno presso la caffetteria del Politeama, con inizio alle ore 18, ingresso gratuito. Questo il calendario del Launguage Cafè: 24 gennaio; 31 gennaio; 7 febbraio, 14 febbraio; 21 febbraio.

Con determinazione – sottolinea l’Assessore Silvia Tatò – l’Amministrazione Comunale ha voluto riprendere le attività della Biblioteca Filelfica nonostante le difficoltà derivanti dall’inagibilità di Palazzo Fidi.  Abbiamo deciso di ricominciare con due corsi, uno il Caffè Filosofico, già precedentemente sperimentato, e l’altro, altrettanto interessante quanto nuovo a Tolentino, il Language Cafè. Le location dove si svolgeranno i corsi saranno il Foyer del Teatro Vaccaj e la Caffetteria del Politeama, luoghi che sostituiranno adeguatamente Palazzo Fidi finché quest’ultimo non tornerà ad essere fruibile.

Riteniamo che questi appuntamenti, coordinati da validi professionisti, possano essere motivo di aggregazione, di condivisione di idee e pensieri, in un clima informale. Speriamo che la partecipazione sia ampia e che si possano creare i migliori presupposti per ampliare, in futuro, l’offerta dei corsi.

I caffè filosofici sono pubbliche discussioni su argomenti vari, aperti alla partecipazione di chiunque sia interessato, senza alcuna limitazione, e guidate da un filosofo che ha il compito di facilitare uno scambio di idee democratico, evitando, in genere, interventi diretti o l’espressione delle sue opinioni. Non si tratta insomma di una conferenza ma di un libero dibattito tra i partecipanti

Curatore del progetto è l’Associazione Scuola Popolare di Filosofia e i facilitatori dei caffè filosofici saranno Andrea Ferroni (cultore della materia filosofia teoretica UNIMC) e/o Sergio Labate (professore associato di filosofia teoretica UNIMC)

Ogni appuntamento ha una durata di un’ora circa.

Come già detto, iI Café Philo, o caffè filosofici, sono pubbliche discussioni su argomenti vari (da questioni d’attualità, fino ai grandi temi della filosofia) svolte in luoghi pubblici, in genere bar o pub, talvolta librerie o biblioteche, ed aperti alla partecipazione di chiunque sia interessato, senza alcuna limitazione di cultura, formazione, orientamenti personali.

Il carattere filosofico di questi dibattiti viene loro conferito dalla presenza di un filosofo, che funge da “facilitatore” ed ha il compito di far procedere la discussione collegiale nella direzione di un progressivo approfondimento, attraverso il confronto critico dei contributi di volta in volta avanzati dai partecipanti.

Ciò che differenzia questo tipo di incontri dalle più tradizionali conferenze è il fatto che il filosofo non è il protagonista: spesso non introduce nemmeno il tema, che in alcuni casi viene addirittura scelto all’inizio dell’assemblea, attraverso una decisione comune. In altre parole, il filosofo ha la funzione di esperto non già dell’argomento, ma degli strumenti con i quali tale argomento viene elaborato collegialmente.

Per esprimere la cosa in una breve formula: in questi dibattiti non si parla di filosofia, bensì si fa filosofia insieme.

Breve storia dei Café Philo

Il termine caffè filosofico rimanda al 1700, quando era comune riunirsi nei salons e nei café per discutere di argomenti di diversa natura. Pratica nata in Francia come esercizio dell’opinione, non confinato nei complessi problemi filosofici, fin da subito ha varcato i confini nazionali, giungendo anche nel nostro paese. Uno dei maggiori seducenti conversatori dei principali salotti letterari dell’epoca era Diderot. Insieme al lui partecipavano, tra gli altri, Montesquieu, Rousseau e Voltaire.

Gli odierni Café Philo nascono in Francia nel 1992, grazie all’iniziativa del filosofo Marc Sautet. Nel suo “Socrate al caffè”, unico testo pubblicato in Italia ove si parli di Cafè Philo, Sautet racconta che l’iniziativa nacque praticamente per caso: nel luglio del ’92, durante un’intervista radiofonica, gli era capitato di render noto che tutte le domeniche si incontrava con alcuni amici al Café des Phares, in Place de la Bastille a Parigi, per parlare della recente apertura del suo studio di consulenza filosofica. Alcuni ascoltatori equivocarono, intendendo che, in quelle occasioni, egli si mettesse a disposizione del pubblico per parlare di filosofia, e si recarono a cercarlo. Nonostante l’equivoco, Sautet fu ben contento di intavolare estemporanee discussioni. Dopo alcune settimane si era già formato un gruppo che tornava regolarmente per riprendere il dialogo e proporre nuovi temi. Il fenomeno crebbe ancora finché all’appuntamento domenicale giunsero a recarsi anche duecento persone, tanto che non bastavano gli spazi e molti rimanevano esclusi (le locandine di convocazione dovettero invitare gli interessati a presentarsi con largo anticipo e muniti di sedie personali).

Oggi, nonostante la prematura scomparsa di Sautet (1998), il fenomeno ha prodotto oltre 170 Cafè Philo in Francia e un’ottantina nei più diversi paesi del mondo.

I partecipanti

Chi si reca ad un caffè filosofico lo può fare perché spinto da un interesse intellettuale, dalla necessità di capire meglio alcuni aspetti della realtà, da una questione specifica che gli sta a cuore e che desidera discutere con altri in modo quanto è possibile approfondito, forse – in alcuni casi – anche per personali difficoltà nel prendere posizione su questioni d’attualità.

Lo può fare anche per tenere in allenamento la mente o perché stanco delle banalità della televisione e delle chiacchiere quotidiane.

Lo può fare per incontrare realmente dei suoi simili, per incontrarli al di là della presenza fisica, per confrontarsi con loro in un contesto nel quale ognuno si mette in gioco con autenticità, esprime senza riserve, ma anche senza pretese di egemonia, ciò che pensa ed ascolta criticamente, ma anche con spirito di comprensione, ciò che gli altri hanno da dire su un tema di interesse comune.

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