Particolare degli affreschi del cappellone di San Nicola
Una veduta del palazzo comunale
Teatro Vaccaj
Particolare della statua di San Nicola
Ponte del diavolo

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Museo Archeologico: Applique picena

Il museo civico archeologico di Tolentino, istituito nel 1882 con delibera comunale del 30 settembre, è dedicato al suo fondatore il Conte Aristide Gentiloni Silverj (1844-1936) Regio Ispettore degli Scavi e Monumenti per la provincia di Macerata dal 1880.

Da subito finanziato con fondi ministeriali e municipali, negli anni successivi fu incrementato con materiali frutto di ulteriori scavi sul territorio effettuati dal Gentiloni, dalla raccolta sistematica dell’esistente e da donazioni da parte di privati.

Il materiale, per la gran parte proveniente dai circa 100 corredi tombali, fu da subito ordinato scrupolosamente e fornito di scientifici Diari di Scavo e di Inventari.

I materiali da Tolentino furono inviati nel 1914 alla Esposizione della Archeologia Marchigiana a Milano ed altri hanno incrementato il Museo Archeologico delle Marche in Ancona: è lì conservato dal 1911 il prezioso ciottolo figurato con figura femminile e testa di erbivoro scoperto a Tolentino nel 1884, eccezionale testimonianza da riferire al Paleolitico superiore.

Materiali conservati skyphos

Museo Archeologico: Skyphos

I materiali conservati, sono la testimonianza archeologica della più antica storia della città e del suo territorio. Provengono per la gran parte dai contesti di scavo ottocentesco e da rinvenimenti isolati.

Tra i materiali litici presenti da notare l’amigdala in selce rossa databile al Paleolitico inferiore, la serie di punte di freccia del Neolitico ed Eneolitico e le 16 asce di pietra levigata. Dalle Necropoli scavate negli anni 1879-1884 e tutte situate al di fuori del’attuale centro storico provengono i reperti più significativi per la storia dell’antico sito, ascrivibili alla civiltà picena, fiorita durante l’età del ferro dal IX al III sec. a. C. nella zona compresa tra i fiumi Foglia e Pescara ed il tratto appenninico.
La Necropoli Rotondo ha restituito il corredo di VIII sec. a. C. con fibula a sanguisuga, ribattini e fibula con nucleo ambra.

Interessanti i corredi delle cinque tombe della Necropoli Bura con circoli di pietre, datate al VII sec. a. C. tra cui una fibula a drago con antenne, pendagli e vasi d’impasto. Dalla Necropoli Benadduci il corredo della T. 23 di età orientalizzante con carro da guerra e morsi di cavallo in ferro.

Necropoli

fibule

Museo Archeologico: Fibule

Dalla Necropoli S.Egidio corredi del VI-IV sec. con prodotti di importazione etrusca.

Notevole anche il corredo della tomba detta di Porta del Ponte con vasellame bronzeo etrusco ed una serie di anse figurate con signore dei cavalli di produzione locale.

Belle le ceramiche provenienti dalla Necropoli Settedolori, a figure nere (tombe 31-40) a figure rosse (t.22) il cratere a colonnette e la Kilix da riferire alla scuola del pittore di Pentesilea, fibule e ornamenti vari.

Tra i materiali sporadici dal territorio numerose fibule a sanguisuga e pendagli di tipo piceno, vasellame ed armi bronzee, un bronzetto di Ercole con clava, un anfora greca a figure nere (Pittore vicino al gruppo di Leagros di fine VI sec. a.C. e due specchi etruschi datati al 300 a. C..

Per il periodo romano numerose lucerne, pesi, un’ermetta in marmo, la grande statua marmorea di età flavia, riferibile a Giulia figlia di Tito, rinvenuta nel 1508 in contrada Sant’ Egidio.